
L'editoriale del direttore
IL NUOVO ORDINE MONDIALE

​Negli ultimi mesi, la scena geopolitica internazionale ha subito trasformazioni significative a seguito del rinnovato asse tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il presidente russo, Vladimir Putin. Questo riavvicinamento ha implicazioni profonde sugli equilibri globali, influenzando le dinamiche con la Cina e relegando l'Europa a un ruolo più marginale.​
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Il rinnovato asse Trump-Putin e le sue implicazioni
La recente telefonata tra Trump e Putin, durata oltre due ore, ha segnato un punto di svolta nelle relazioni bilaterali. Durante la conversazione, i due leader hanno discusso di vari temi, tra cui il conflitto in Ucraina, la sicurezza globale e questioni energetiche. Questo dialogo ha permesso a Putin di distogliere l'attenzione dalla guerra in Ucraina, focalizzandosi su questioni globali più ampie e rafforzando la sua posizione sulla scena internazionale .​
Tuttavia, le condizioni proposte da Putin per un cessate il fuoco in Ucraina, come la sospensione degli aiuti militari occidentali a Kyiv, sono state giudicate inaccettabili sia dall'Ucraina che dai suoi alleati. Questo ha sollevato preoccupazioni riguardo alla possibilità di una pace duratura nella regione.
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Inoltre, la sospensione da parte dell'amministrazione Trump di diverse iniziative di sicurezza nazionale volte a contrastare le operazioni di sabotaggio e disinformazione russe ha destato allarme tra gli esperti di sicurezza, preoccupati per una potenziale vulnerabilità degli Stati Uniti e dei loro alleati .​
La Cina come terzo incomodo
In questo contesto, la Cina emerge come un attore chiave con interessi propri. Pechino ha rafforzato la sua presenza nel Sud del mondo, cercando di consolidare la sua leadership attraverso iniziative economiche e diplomatiche . L'allargamento dei BRICS per includere paesi come Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Iran rappresenta una mossa strategica per aumentare l'influenza cinese in regioni chiave. La Cina, da sola, domina il panorama mondiale, spingendo l'Unione Europea a rivedere la propria dimensione economico-finanziaria .​
Le relazioni tra Russia e Cina sono complesse: mentre condividono interessi comuni nel bilanciare l'influenza occidentale, esistono tensioni sottostanti legate a questioni economiche e territoriali. La strategia degli Stati Uniti potrebbe mirare a sfruttare queste tensioni per allontanare Mosca da Pechino, ma tale approccio comporta rischi significativi e potrebbe non produrre i risultati sperati .​
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Il ruolo marginale dell'Europa
L'Unione Europea si trova in una posizione delicata. La politica estera dell'amministrazione Trump ha messo in discussione le tradizionali alleanze transatlantiche, costringendo l'Europa a rivedere la propria strategia di sicurezza e difesa. Paesi come la Germania stanno affrontando sfide interne ed economiche mentre cercano di aumentare la spesa per la difesa, mentre la Polonia sta investendo significativamente nel settore militare, nonostante le pressioni economiche derivanti dall'afflusso di rifugiati ucraini .​
La crescente influenza dei BRICS e l'emergere di potenze come Cina e India stanno erodendo l'attuale assetto globale, costringendo l'Europa a confrontarsi con un futuro incerto e sfumato . La necessità di una politica estera e di difesa comune si fa sempre più pressante, ma le crisi interne e l'ascesa di movimenti populisti complicano l'elaborazione di una risposta unitaria ed efficace.​
Prospettive e previsioni
Il rinnovato asse tra Trump e Putin potrebbe portare a una ridefinizione delle alleanze globali. Se gli Stati Uniti dovessero continuare a distanziarsi dall'Europa, quest'ultima potrebbe essere costretta a rafforzare la propria autonomia strategica, sviluppando capacità di difesa indipendenti e cercando nuove partnership. La Cina continuerà a espandere la sua influenza, sfruttando le opportunità offerte da un ordine mondiale in evoluzione.​
Tuttavia, le tensioni tra queste superpotenze potrebbero intensificarsi, aumentando il rischio di conflitti regionali o globali. L'Europa dovrà navigare con attenzione in questo contesto, bilanciando le relazioni con Stati Uniti, Russia e Cina, e cercando al contempo di mantenere la propria coesione interna e rilevanza sulla scena internazionale.​
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Il direttore, Fabrizio Gianniniu